Mostra Antologica 2022

PASTELLI, MONOTIPI E ACRILICI DI PAOLA GAZZOLA MEINERI

 

Lo spazio espositivo di San Giovanni in Borgovecchio ospita ora una artista molto conosciuta ed apprezzata, tra noi e dai tanti appassionati, in particolare come pastellista ma che le tecniche pittoriche le ha praticate un po' tutte, dal monotipo all'acrilico e dall'olio all'acquerello.

Questa bravissima artista, monregalese di origine e nascita ma residente da tempo a Cuneo e indirizzata a studi artistici dai consigli del pittore cuneese Ezzo Chicca, ha svolto studi specifici  seguendo anche corsi di figura con lo scultore Giovanni Chissotti e  conseguendo a Torino il diploma all'Accademia Albertina,

Ha poi insegnato Disegno e Materie Artistiche  presso diverse scuole medie inferiori e superiori del Cuneese e, in particolare, presso l'Istituto Tecnico "Bonelli" del capoluogo, cessando l'insegnamento nel 1995.

Proprio per la sua preparazione scolastica, Paola Gazzola si è dedicata da sempre alla pittura e si è specializzata nell'utilizzo di diverse tecniche ma privilegiando particolarmente  quella del pastello soffice ( o,se preferite, secco per distinguerlo dal pastello grasso), pur non trascurandone  diverse altre anche inusuali come il monotipo e l'acrilico sopratutto.

Chi seguiva le rassegne d'arte tra il 1960 ed il 1970, e con maggior frequenza dal 1977, ha visto Paola Gazzola presente in  concorsi e collettive e utilizzare  le tecniche della pittura ad olio, a tempera e acquerello, e finalmente nel 1978 tenne alla galleria "La Testuggine".di Cuneo la sua prima personale

Ma un momento importante nella sua attività artistica  , sotto il profilo dell'uso delle tecniche  espressive, è stato nel 1970 quando incontrò l'artista ungherese Maria Lehel, una pastellista  che si era formata in Ungheria prima e in Francia poi; alla scuola parigina che praticava questa tecnica  nei primi decenni  del XX secolo.

Con questa artista, che visse a lungo a Genova e che ha soggiornato sovente a Peveragno, Paola Gazzola si addestrò nella tecnica del pastello soffice che in seguito divenne quella da lei preferita.

Fu proprio in una rassegna in cui le opere realizzate con questa tecnica erano la maggioranza che la conobbi più tardi, tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del secolo scorso e mi colpì per la leggerezza del segno e la vaporosa sicurezza del ventaglio cromatico che sviluppava nelle sue opere.

Sono stati sopratutto i monregalesi a sottolineare le qualità espressive di Paola Gazzola e  in particolare Ezio Briatore, già nel 1985, scriveva "Inconfondibili, oggi, i suoi pastelli. Il mezzo è padroneggiato con mano esperta: le caratteristiche della matita a colori, duttilità, vaporosità degli impasti, delicatezza (non per nulla in occasione di tinte particolarmente contenute si parla di toni pastellati), compenetrazione cromatica, sfumati, permettono, grazie anche al diverso corpo delle carte, elaborazioni infinite, toni, mezzi toni, lontananze, luminescenze. Quasi un andamento musicale."

Prima ancora, nel 1983, era  stato Carlo Regis a scrivere, tra l'altro: "Un equilibrio e rigoroso gusto compositivo accompagna ogni opera, i cui colori, volutamente freddi ma mai gelidi, smorzati ma non smorti, animati talvolta da mirate e calibrate accensioni vive mai squillanti, si compendiano in un “fauve” ingentilito dal filtro di una sensibilità femminile. Delicate dissolvenze cromatiche lasciano largo spazio ad una continua mutante partecipazione emotiva, che si traduce nella sottile armonia visuale di un concerto per arpa.“

La sua decisione di scegliere il pastello come mezzo per estrinsecare la propria espressività l'ha portata ad essere eletta Vice Presidente dell'Associazione "Arte del pastello in Italia" mentre dal 1980 è socia della Associazione "Piemonte Artistico Culturale" e della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino.

Molte le sue mostre personali in Italia, Russia, Francia e Stati Uniti e le sue partecipazioni ad iniziative internazionali in Russia, Polonia, Francia, ed in altri paesi dell'est europeo che l'hanno imposta all'attenzione della critica più autorevole a livello internazionale e la prima a livello italiano.

Negli ultimi anni la sua ricerca si è ulteriormente evoluta verso forme espressive che sembrano allontanarsi pian piano  dal figurativo tradizionale così che i soggetti sviluppati in maniera prevalente sono atmosfere soffuse, immagini naturalistiche, forme dinamiche, circolari e spiraliformi che, mentre mostrano la scelta di percorrere nuove strade, per altro aspetto, rimandano ai canoni suoi caratteristici che sono un segno leggero ed ventaglio cromatico/tonale delicato e dissolvente.

Nella primavera dell'appena trascorso 2021 Paola Gazzola ha tenuto a Cuneo una sua originale antologica, risalendo a ritroso nel tempo per rivisitare la sua esperienza artistica; la presentava con un saggio stimolante e, a mio parere, esaustivo Enrico Perotto che icasticamente, guardando al percorso dell'artista,scriveva "il colore come principio di vita" e non poteva sintetizzarsi meglio tutto il percorso artistico di Paola.

Adesso l'artista arriva a Fossano ed ancora una volta ci propone un percorso che illustra tutta la sua esperienza: occasione unica e da non perdere per ammirare ed apprezzare quanto in cinquant'anni di lavoro Paola Gazzola Meineri abbia saputo "raccontare" con la sua espressività.

                                                     Carlo Morra